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08/03/2018

I Senegalesi si autotassano x pagare le fioriere danneggiate



Lassociazione dei Senegalesi a Firenze: Chi lo ha fatto non ama questa citt di Antonio Passanese
 

Firenze, i senegalesi si autotassano

per ripagare le fioriere danneggiate



Erano state spaccate durante le proteste dopo l’omicidio sul ponte. L’associazione dei senegalesi a Firenze: «Chi lo ha fatto non ama questa città»



di Antonio Passanese



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La comunità senegalese di Firenze si autotassa per riacquistare le fioriere spaccate lunedì sera in via Calzaiuoli. «Ci vergogniamo per ciò che è accaduto — dicono dall’associazione senegalesi Firenze e circondario — Chi ha commesso quegli atti vandalici non ama questa città e va punito. Il dolore non giustifica la violenza e il nostro è un popolo pacifico». È una condanna senza appello quella che arriva dalle centinaia di senegalesi che da anni vivono in Toscana e che, dopo aver visto sul web, sui quotidiani e nei telegiornali le immagini delle violenze commesse in centro, hanno deciso di far partire una raccolta fondi per risarcire il Comune.



La colletta tra gli ambulanti



Molti di loro sono ambulanti e, come Idy Diene, per sbarcare il lunario passano le giornate in strade a vendere calzini, accendini, ombrelli e poncho, oppure svolgono lavori durissimi. Nonostante il loro guadagno quotidiano sia di pochi euro non hanno esitato a dare un contributo all’iniziativa che partirà da lunedì. «La nostra comunità non può permettere che accadano certe cose, Firenze fa parte della nostra storia e della nostra vita — continuano dall’associazione — Quel modo di fare non ci appartiene. Chi ha commesso quegli atti violenti veniva da fuori, noi non li conosciamo. Qualcuno aveva anche bevuto, altri invece erano stati aizzati dai centri sociali che stanno cercando di distruggere la nostra realtà. Noi siamo per il rispetto delle regole ed è bene che le teste calde sappiano che mettere a ferro e fuoco Firenze non farà ritornare Idy in vita. Per questo diciamo a tutti: fermatevi!».



I fondi raccolti a Nardella



Una volta terminata la raccolta, il denaro verrà consegnato nelle mani del sindaco Dario Nardella, che i senegalesi non esitano a chiamare «un grande amico» e al quale rivolgono le loro scuse per «l’ignobile aggressione» avvenuta martedì durante il sit-in su Ponte Vespucci per ricordare il loro connazionale. «La nostra speranza — conclude Mamadou, segretario dell’associazione senegalesi — è quella di raccogliere tanti soldi così da comperare le fioriere per via Calzaiuoli e se avanzerà qualcosa lo doneremo ai familiari di Idy. Questo è un modo per onorare la memoria dei morti, non certo distruggendo una città che ha fatto dell’integrazione una bandiera».


 
Fonte: Antonio Passanese - Corriere Fiorentino - www.corriere.it

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